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Slot machine evasione fiscale

Slot machine evasione fiscale

Metterebbero a posto per anni i conti dello Stato, senza bisogno di sacrifici. E quel denaro rimane bloccato, immobilizzato. È la vicenda scoperta dal S ecolo XIX e raccontata, per la prima volta, il 31 maggio Nello stesso tempo il Gat, il gruppo antifrodi tecnologiche della Finanza conclude la sua indagine e manda i risultati alla Corte dei conti. Le dieci società che hanno ricevuto la concessione dallo Stato per le slot machine, tra tasse evase, contratti non rispettati, penali, multe e interesse, devono pagare 98 miliardi di euro. Il sistema di controllo telematico delle giocate e delle imposte dovute , che doveva essere pronto e funzionante nel , ha fatto cilecca per anni.

Un nuovo calcolo, voluto dalle stesse società, rifila di poco la cifra: I difensori delle concessionarie fanno fuoco di sbarramento, contestano la competenza della Corte dei conti. Si stoppa tutto. La querelle finisce davanti alla Cassazione. La prossima udienza è stata fissata a ottobre. Imbarazzando anche la compagine di governo. Un esempio? Radio Padania Libera è stata subissata da centinaia di telefonate di ascoltatori infuriati, che alla cornetta hanno rievocato questa vicenda. Il ministro Vito ha risposto. Rievocando ancora una volta la vicenda giudiziaria e la sua complessità. Bene verificare. Ma dei quattrini, nel frattempo, non si parla. In realtà la vicenda è complessa.

Le slot machine invadono i bar e sostituiscono o dovrebbero farlo i vecchi videopoker. La normativa prevede che le macchine siano collegate in rete con la SoGei, la società pubblica che avrebbe dovuto garantire la regolarità della taratura degli apparecchi che, sempre in teoria, dovrebbero restituire un numero di vincite predeterminato ai giocatori.

A mettere in rete gli apparecchi avrebbero dovuto pensarci i concessionari, dieci soggetti privati selezionati dai Monopoli, pena una sanzione per ogni ora di mancato collegamento. I concessionari, essenzialmente, se ne fregano. Migliaia di macchinette non sono collegate alla rete e non vengono messe a norma neanche dopo i primi solleciti dei Monopoli. Le società, per il biennio — , pagheranno le tasse con una cifra forfettaria, quella prevista nel caso di mancato collegamento per cause di forza maggiore, senza che nei loro confronti venga erogata alcuna multa.

È la Corte dei Conti che, raccogliendo una serie di segnalazioni, dà alla Guardia di Finanza il compito di fare luce sulla vicenda del mancato collegamento delle slot. Una peraltro necessariamente parziale verifica consente alla Gdf di individuare migliaia di macchinette non collegate, lasciando intendere che il danno erariale possa essere elevatissimo. Il mancato controllo sulle slot è, in effetti, un problema enorme, come avrà modo di spiegare il generale Umberto Rapetto , a capo del nucleo speciale della Gdf: In sostanza, per un periodo piuttosto ampio di tempo, decine di migliaia di slot sono state del tutto fuori controllo, non solo per quel che riguarda la quantificazione degli introiti tassabili, ma anche per la restituzione delle vincite ai giocatori.

Da dove viene la cifra di 98 miliardi di euro? In pratica, la cifra finale viene fuori non attraverso calcoli su un ipotetico volume delle giocate, né applicando sanzioni che ipotizzano un abbassamento delle quote di vincita o altre operazioni di manomissione delle slot, ma semplicemente applicando le penali previste da un contratto sottoscritto sia dallo Stato che dai concessionari. La procura della Corte dei Conti contesta dunque ai concessionari somme per poco meno di 90 miliardi di euro qui l'elenco delle richieste alle singole società.

Ora bisogna fare un salto in avanti e arrivare al , quando la vertenza giudiziaria arriva finalmente a conclusione e la sezione giurisdizionale del Lazio della Corte dei Conti pronuncia la sentenza numero La sentenza arriva dopo una lunghissima battaglia legale e molti tentativi di impugnare la legittimità stessa del processo. Insomma, riepilogando: I 98 miliardi di euro, dunque, non esistono, non sono mai stati comminati come sanzione a nessuna società, né men che meno sono stati evasi.

Insomma, è vero che un Governo a guida PD abbia definito una sorta di condono alle aziende che operano nel campo delle slot, ma sui 2,5 miliardi di euro e chiedendo un pagamento immediato di una sanzione comminata solo in primo grado. E lo è anche per un effetto secondario, ovvero la distrazione collettiva. Stavolta rispetto al cuore del problema, che è la gestione di un settore in cui girano miliardi e che ancora attende un intervento legislativo degno di questo nome avremo occasione di parlare della legge Mirabelli sul riordino dei giochi.

Torino e la piaga slot machine illegali: multe salatissime, sequestri ed evasione da record

Banner Slotmachine design smart x40 98 miliardi sono il fatturato netto delle slot in più di 10 anni. 2. alla ricerca di quattrini per finanziare l'abolizione dell'Imu fece una 'pace fiscale' (come oggi si chiamano i condoni). Lunedì alla Corte dei conti l'udienza sull'evasione fiscale. Secondo i Il grande scandalo delle slot machine arriva alla svolta. Lunedì alla. Spiega alla Camera il ministro Elio Vito: «Non si tratta propriamente di un caso di evasione fiscale ma piuttosto di inadempienze contrattuali». Quella dei 98 miliardi di euro "regalati" ai signori delle slot machine è una nonché per favorire il recupero del fenomeno dell'evasione fiscale. Negli ultimi mesi è tornata a circolare una vecchia storia falsa che risale a cinque anni fa, secondo cui il governo avrebbe fatto uno sconto alle. Slot, il condono della vergogna dall'altra, trova i soldi per cancellare la tassa facendo un bello sconto ai concessionari di slot machine. Duecento slot-machine, quasi tutte illegali, sparse in vari bar del Canavese, della provincia di Torino e del Cuneese. È un'evasione fiscale.

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